No all'aumento, il Cda lascia

10/06/2012

No all'aumento, il Cda lascia
La Canottieri Mincio dice no all'aumento di quota e il Consiglio di amministrazione decide di dimettersi. I consiglieri uscenti spiegheranno le motivazioni e le modalità in una conferenza stampa aperta al pubblico presso la sede di Cittadella mercoledì alle 18,00. All'assemblea di sabato, presieduta dal notaio Fabbi, in 460 (1166 con le deleghe) avevano riempito la sala del Mamu, rispondendo all'appello del Presidente della società Diego Rossi che aveva invitato i Soci a partecipare. Ci sono 14 interventi prima di quello di Rossi, alcuni sono un po' generici, due a favore dell'aumento, quello dell'ex presidente del Centro Palazzo Te Enrico Voceri e della giovane velista Giulia Masotto. Tra i sei contrari parlano Matteo Cantoni e Paolo Galvani, le "teste" degli indignati della Cano: "la strategia di portare la gestione dei servizi (self service, bar, ristorante e da quest'anno il chiosco) all'interno della struttura organizzativa si è rivelata errata. Si è perso il controllo della gestione, si procede per tentativi" accusa il primo "non ho nulla contro un aumento della quota, ma andava fatta prima, a fronte di una pianificazione degli investimenti, non a posteriori per coprire un deficit" dice Galvani. Arriva il turno di Rossi, che ripropone alcuni dei punti cardine del suo discorso di un mese fa, quando la stessa assise gli aveva approvato il bilancio, a maggioranza: "Quando siamo arrivati la sede ci crollava letteralmente sulla testa. Si infrangevano quotidianamente alcune leggi sull'ambiente e la sicurezza. Abbiamo investito tanto per rilanciare la Canottieri, per allontanarla dal baratro verso cui andava. Su 10.000 Soci frequentavano circa 2.500, con il rischio che gli altri se ne andassero. Oggi alla Cano arrivano 5.000 persone, però i servizi da offrire costano di più. Sulla gestione in rosso dei servizi dice: "L'anno scorso siamo partiti alla cieca, quest'anno abbiamo corretto il tiro, i primi 4 mesi ci danno ragione, con una stagione estiva soleggiata arriveremo a pareggio". Lo spoglio finale dice 663 no contro 500 si e 3 astenuti. Tanto era l'interesse su questo voto che l'elezione del collegio sindacale è passato in secondo piano e per la seconda volta nessuno dei sette candidati ha raggiunto il quorum.
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