Teatro Magro

25/08/2011

Tre anfore giganti, dietro serpenti travestiti, davanti un incantatore con turbante e flauto. Ma se la musica non è quella giusta, nulla accade.
Ecco allora trasformarsi l’incantatore in un cantautore, dunque un “incantautore”, eccolo sedersi al pianoforte e
intonare le più classiche canzoni della tradizione italiana, da Mina a Cocciante a Ramazzotti a Tozzi. Come per magia, dalle anfore spuntano magici serpenti, personaggi noti e meno noti, famosi ma dimenticati, in un
crescendo incalzante di travestimenti che il pubblico sarà costretto a indovinare.
Uno spettacolo a metà strada tra la parodia del piano bar e l’omaggio al trasformismo.
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